Estinzioni Mondiali: le maglie che non rivedremo in Sudafrica

Arrivano i primi verdetti: Francia a casa e cambierà anche la sua divisa.

In Sudafrica è tempo per i primi rimpatri. Stanno terminando i gironi della prima fase e due squadre sulle quattro del raggruppamento lasciano la Coppa del mondo. Rapida rassegna con commento delle nazionali eliminate.

GRUPPO A. La sorpresa è l’addio della Francia (sotto a sinistra) del ct Raymond Domenech, che con un pareggio e due sconfitte se ne torna a Parigi con le pive nel sacco. Erano i vicecampioni del Mondo di quattro anni fa. Una squadra allo sbando e in piena crisi di nervi. La maglia blu con saette tricolori non si vedrà più: dopo decenni di sponsorizzazione lascia il marchio storico che fornisce le divise ai Blues. In arrivo la multinazionale americana che già sponsorizza, in Europa, la nazionale olandese. A casa anche il Sudafrica (sotto a destra) padrone di casa. Per i Bafana Bafana è arrivata anche la prima vittoria mondiale contro la Francia. La divisa gialla sarà ancora proposta nelle prossime gare e con un pizzico di orgoglio da parte dei sudafricani.


GRUPPO B. Addio alla Grecia (sotto a sinistra), che lascia i Mondiali dopo aver conquistato la prima vittoria e sperato nel colpaccio. Ma l’Argentina non ha lasciate nemmeno le briciole. Saluti al ct tedesco Otto Rehagel, che aveva portato gli ellenici allo storico titolo europeo del 2004. Avrebbe comunicato ai giocatori la sua intenzione di dimettersi prima della partita persa contro l’Albiceleste. La maglia della Grecia sarà proprosta ancora visto che è uno dei template più usati da parte dello sponsor tecnico (uguale a quella della Finlandia).


A casa anche la Nigeria (sopra a destra), che proprio non ha lasciato segni di vita a questi Mondiali: nazionale vecchia e stanca. Peccato per la divisa più banale della sua storia e lontana anni luce dalla stupenda maglia etnica sfoggiata a Usa ’94.

GRUPPO C. Fino a pochi minuti dalla fine la Slovenia (sotto a sinistra) aveva in pugno gli ottavi di finale, ma il gol di Donovan ha svelgiato gli sloveni dal sogno. Se ne vanno a casa con la loro divisa un po’ funky, con una greca in mezzo al petto. Richiama le tre cime simbolo della nazione. In pratica il risultato è molto simile a quello di un encefalogramma mosso (o della maglia di Charlie Brown). Oltre alla Slovenia se ne torna a casa anche l’Algeria, che ha sfoggiato una banalissima maglia bianca e una più sgargiante seconda divisa verde fluorescente (sotto a destra). Ma niente di memorabile: vivremo anche senza.

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