“Avanti o popolo, maglietta rossa”: ma se la nazionale cinese perde via il kit dai negozi


La Cina non è andata ai Mondiali, “vergogna nazionale”.

L’argomento calcio asiatico mi è stato suggerito da un caro amico tornato poco fa da una trasferta in Cina per lavoro. Conosco Ruggero da anni – a proposito è uscito il suo nuovo libro sui film gotici di Pupi Avati – e tra noi si chiacchiera volentieri di sport e di esperienze di vita. La sua a spasso per la Cina è stata molto stimolante e curiosa. Con anche una capatina a Pechino per una visita alla capitale della Repubblica Popolare. Da buon tifoso di calcio ha cercato la maglia della nazionale di calcio cinese per la sua collezione. Enormi magazzini di articoli sportivi e non una divisa della Repubblica Popolare.


Come mai? Semplice: l’eliminazione alle qualificazioni per i Mondiali del Sudafrica è stata una vergona nazionale da cancellare. Iniziando, evidentemente, dal ritirare tutte le maglie rosse della nazionale. Almeno questa la spiegazione fornita dai vari venditori e tifosi locali. Ma visto che la Cina è gigantesca se qualcuno ha vissuto una esperienza diversa siamo pronti a ospitarla nei commenti di questo post. E intanto mi ricollego alla presentazione di qualche settimana fa della maglia della nazionale dell’India.


Se mettiamo insieme gli abitanti della Cina con quelli dell’india, le due nazioni più popolose al mondo, avremmo un bacino di 2 miliardi e mezzo di persone. Il mistero è come mai da quelle parti non si riescano a mettere insieme 22 persone per giocare a calcio. Loro ci provano, ma i risultati sono scarsi. Diciamo al di sotto del minimo sindacale. Mettiamoci le ragioni sociali e culturali (gli sport nazionali sono altri e in India il cricket è seguitissimo), ma potenzialmente sono due Paesi che potrebbero dominare almeno il calcio asiatico.


Non è un caso che Nike e Adidas siano gli sponsor tecnici di India e Cina:  i bacini di potenziali clienti sono enormi e da presidiare prima che emergano aziende locali (la cinese Li Ning fa paura). Ma alla fine le divise nazionali di questi Paesi sono piuttosto banalotte e poco personalizzata. Anche perché non credo riescano a vendere le repliche ai tifosi se non a quelli stranieri e occidentali. E, come nel caso della Cina, i valori nazionali riproposti nel colore della maglia e nelle decorazioni (le stelle sul colletto, possono creare imbarazzi in caso di sconfitte internazionali.

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