Nfl, un look autunnale per i Broncos: tutta Denver ha festeggiato l’Orange Sunday


Tornano i colori storici. I tifosi rispolverano le divise vintage.

Domenica 17 ottobre 2010 all’Invesco Field di Mile High, Denver: Broncos contro Jets. Per la partita di campionato Nfl di football americano il sindaco della città e il team del Colorado avevano proclamato l’Orange Sunday invitando i fan e tifosi allo stadio vestiti con qualcosa di arancione. E l’organizzazione ha fornito una pezza arancione da sventolare sponsorizzata dalla US Bank. La squadra di Denver ha giocato contro quella di New York vestita con la divisa arancione, il colore storico e più amato dai tifosi della franchigia dei Broncos. Si tratta della maglia “alternate” da usare dopo quella colorata (blu) e quella bianca. Storia curiosa e che merita qualche approfondimento. Il primo: New York ha vinto 24-20 grazie a una discutibile chiamata arbitrale nel finale.

Parliamo adesso dei colori della squadra dei Denver Broncos. Si tratta di una franchigia storica presente fin dal 1960 nella American Football League. Colori originali: maglia giallo senape abbinata a pantalone e casco marroni. Due anni solamente e poi la svolta: maglia e casco arancione e pantalone bianco. Nel 1968 il look passato alla storia come “orange crush”: elmetto blu e maglia arancione con sottili linee blu. Nel 1997 l’ultimo e radicale cambio: maglia blu con dettagli arancione, pantalone bianco e casco blu. Sono le combinazioni usate ancora oggi. Nel 2002 i Broncos hanno inserito anche la divisa “alternate” arancione. Nel 2009 sono tornati per due partite ai colori originali del 1960 per festeggiare i 50 anni di permanenza nella Afl.


Arriviamo all’Orange Sunday. Maestosa operazione di marketing per coinvolgere i tifosi fin dal venerdì precedente la gara di campionato. Tutti vestiti di arancione, come i colori originali del team che però ha vinto due Superbowl (1997 e 1998) con maglia blu. Ma la storia è storia e non si discute: tutti allo stadio vestiti a tema e con fazzoletti sponsorizzati per sostenere la squadra, che per l’occasione sfoggia la divisa “alternate” arancione. Sul blog dei Broncos il vice presidente della comunicazione istituzionale della franchigia, Jim Saccomano, spiega con dovizia di particolari l’origine dell’Orange Sunday. Tutto è iniziato con la frustrazione del coach Lou Saban per una stagione mediocre e il desiderio dei fan di aiutare la squadra. Charlie Goldberg, presidente dei Denver Broncos Quarterback Club, ha creato la giornata a tema il 17 ottobre 1970 al Mile High Stadium per la partita contro i San Diego Chargers. C’è una targa che ricorda il tutto proprio su un muro dello stadio dei Broncos. Una tradizione che i tifosi continuano a onorare nonostante sia ormai monopolizzata dalle rigide regole della Lega di football americano e che ha ispirato operazioni simili come il Luv Ya Blue a Houston e il Terrible Towel in Pittsburgh.


Il Denver Post ha ripreso notizie curiose andando a passare al setaccio i tifosi vestiti di arancione. La storia che reputo più bella è quella di Jake Jacobsen e suo figlio Tom (nella foto sopra) che si sono presentati allo stadio con due maglie da collezione e precedentemente indossate  dal quarterback Steve Tensi (la numero 13) del 1967 e dal kicker Jim Turner (la  numero 15) del 1977. La curiosità: Tensi si ruppe un dito nella partita contro i Raiders e tamponò il sangue utilizzando il retro della maglia arancione numero 13. Lo assicura proprio Jake che l’ha avuto dopo la partita nel 1967.

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