“La maglia che amo”, Danimarca 1986: un esordio folgorante ai Mondiali in Messico


Una divisa nuova, mai vista prima“.

Dopo 200 post sul blog Ama la Maglia apro una nuova rubrica che si alternerà a “Un venerdì con i baffi”. L’intenzione è quella di coinvolgere amici, colleghi e lettori per mettere sul piatto i ricordi e le passioni legate allo sport e alle maglie indimenticabili che ci hanno fatto sognare davanti alla tv, allo stadio e anche solo leggendo un giornale o una rivista. Ho già in cascina le proposte fatte da inossidabili sportivi che ringrazio per la loro collaborazione (oltre a un caffè non posso offrire altro in cambio). Credo sia giusto iniziare con quella che è la mia maglia preferita. Nel link Autore di questo blog il mistero è già svelato, ma in modo piuttosto sbrigativo.

Ecco allora una spiegazione più dettagliata sulla mia passione per la maglia della nazionale di calcio danese usata durante i Mondiali in Messico del 1986. In quell’estate avevo 12 anni e ovviamente tifavo Italia con gran trasporto: solo quattro anni prima avevo scoperto il tifo per il calcio e per la Nazionale nella trionfale cavalcata verso la Coppa del Mondo in Spagna. Nel giro di una sola edizione le maglie erano cambiate molto nel look e nei tessuti usati dagli sponsor tecnici. Per esempio l’Italia di Enzo Bearzot aveva una divisa azzura in acetato e un nuovo stemma tondo che sostituiva lo scudetto tricolore. Rispetto all’edizione spagnola c’erano anche nuove squadre come la Danimarca. E guardando il kit è nata la passione: era diverso e con uno sponsor mai visto prima a quei livelli come Hummel. Una divisa rossa e bianca come i colori della bandiera e con una proposta decisamente esagerata. La maglia era divisa in due metà — una rossa o bianca e l’altra a righe sottili biancorosse — con i pantaloncini bianchi o rossi in alternanza. Il numero sulla schiena era molto innovativo con un font che per anni è rimasto il marchio di fabbrica di Hummel. Una squadra — la Dinamarca dei rooligans, i tifosi rumorosi della danish dynamite — forte con molti giocatori di talento che giocavano anche in Italia (Laudrup, Preben Elkjær Larsen e Berggreen).


L’estate precedente avevo conosciuto dei ragazzini danesi a un campeggio internazionale del Cisv e l’unica cosa in comune che ci univa era il calcio e la passione per i grandi campioni dell’epoca. La Danimarca fu la sorpresa della fase a gironi di Messico ’86 con una storica vittoria 2-0 contro la Germania Ovest. Era favorita contro la Spagna agli ottavi, ma Emilio Butragueño e soci fecero la festa con un 5-1 ai simpatici danesi. Ovviamente il tifo per la nazionale scandinava è proseguito poi a Euro ’92, vinto a sopresa dalla Danimarca, e coronato con l’acquisto della maglia Hummel del Mondiale in Francia del 1998 a Copenaghen. Con gran stupore del commesso del negozio che collezionava le maglie del Milan, ma aveva in ufficio la divisa della Danimarca 1992 autografata da tutti e 22 i convocati all’Europeo in Svezia.

Marco Scurati

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