“La maglia che amo”, Germania Ovest 1990: la vendetta del tifoso ai Mondiali in Italia


Calcio e merendine nell’estate del ’90“. Di Marco Motta*

Dopo “Un venerdì con i baffi” è tempo di parlare di maglie cercando negli armadi dello sport e frugando nei ricordi. In questo caso un Mondiale forse tra i più belli per un paio di generazioni a cavallo tra Spagna ’82 e le delusioni degli Anni 90.

Il primo Mondiale di cui ho ricordi nitidi è quello di Italia ’90. Il Mondiale delle “notti magiche”, di Totò Schillaci che segna a raffica e ogni volta esulta spiritato davanti alla telecamera. Il Mondiale dei leoni indomabili del Camerun che battono l’Argentina di Maradona all’esordio e arrivano fino ai quarti, trascinati dal veterano Roger Milla. I Mondiali vinti dalla Germania: battuta in finale l’Argentina, quell’Argentina che in semifinale aveva spezzato i sogni di milioni di italiani, compresi i miei sogni di bambino che iniziava a diventare tifoso. Una notte di lacrime nel mio lettino, covando anche un certo odio verso quegli argentini che si erano permessi di eliminare l’Italia di Baggio e Schillaci. In finale dunque, forza Germania! Anche perché tra i tedeschi c’erano Andreas Brehme, Lothar Matthaus e Jurgen Klinsmann, tre colonne della mia Inter di quegli anni, i tre panzer voluti dal presidente Pellegrini per rispondere al Milan degli olandesi. Ed è stato proprio Brehme a decidere quella finale, trasformando nel finale un rigore, peraltro dubbio, e dando soddisfazione ai miei desideri di vendetta. Ho gioito, esultato, contento “quasi” come se avesse trionfato l’Italia. E da quel momento ho iniziato ad amare la maglia di quella Germania: una maglia semplice, bianca con tre righe colorate orizzontali a zig-zag sul petto con i colori della bandiera tedesca. Semplice come la squadra allenata da Franz Beckembauer: una squadra però tremendamente cinica e solida. Una squadra che mi ha regalato la sognata vendetta nei confronti degli odiati argentini che avevano interrotto i miei sogni di bambino-tifoso. Quella maglia doveva essere mia: così ho iniziato a mangiare un numero impressionante di merendine Kinder: il concorso “Vinci Campione” dava la possibilità di ordinare le maglie ufficiali del Mondiale. Per anni è stata la maglietta nelle partite tra amici: immaginando di essere Brehme che castiga gli argentini.

* giornalista sportivo classe 1981. Omonimo del calciatore in forza alla Juventus, il Motta di CNRmedia è un difensore anche più forte e capitano della U.p.d. Sovicese di Sovico (Mb), girone B di Promozione lombarda

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