“La maglia che amo”, Feyenoord 2001/02: doppio regalo olandese a un super milanista


Pacco biancorosso: dentro una maglia…“. Di Niccolò Davini*

Un bel racconto sul calcio e la passione adolescenziale. Ci vuole poco: la squadra straniera che elimina quella che non si sopporta (l’Inter) e poi vince la Coppa uefa (che adesso si chiama Europa League). Il Feyenoord nel 2002 sfoggiava proprio una gran bella divisa.

Se si parla di maglia del cuore, la mia è quella del Feyenoord della magica annata 2001/2002. Povero Feyenoord: da quell’anno è caduto in disgrazia. Il campionato del centenario (2008/2009) è stato un calvario, e il 2009/2010 si ricorderà principalmente per il tondo 10-0 rimediato dal PSV in Eredivisie. Eppure in quel lontano 2002 il Feyenoord ha fatto l’impresa. Semifinali di Uefa, andata. Giovedì 4 aprile gli olandesi sconfiggono l’Inter per 1-0 grazie ad un autorete di Cordoba. Al ritorno, a Rotterdam, ai cugini va meglio. 2 a 2. Van Hooijdonk e Tomasson a segno nel primo tempo per i padroni di casa, gli rispondono nel secondo tempo Zanetti e Kallon. Rimonta inutile: il Feyenoord vola in finale, dove lo attende il Borussia Dortmund. Borussia che nelle due semifinali ha visto bene di eliminare Milan, procurandosi le mie personali antipatie sia per il 4-0 che ci ha rifilato all’andata, che per l’inutile 3 a 1 rossonero del ritorno. Fatto sta che l’8 maggio 2002, su chi sostenere nella finale di Uefa non c’è dubbio. Il Feyenoord va premiato per aver irriso i cugini e sostenuto nell’ancor più importante missione di vendicare il Milan. Apre le marcature Van Hooijdonk al 33′ su rigore, ripetendosi al 40′. Il primo tempo si chude sul 2 a 0 per i “nostri”. Ma il secondo non inizia con i migliori auspici: Marcio Amoroso (che poi scalderà la panchina del Milan per una stagione nel 2006) segna su rigore al 47′. La partita sembra già riaperta quando Jon Dahl Tomasson infila il 3 a 1. È il 50esimo. Borussia nell’angolo? Neanche per sogno: 7 minuti e anche Jan Koller vede bene di mettere la sua firma, fissando il risultato sul 3 a 2. Poco più di mezz’ora e arriva il triplice fischio. Il Feyenoord vince la Uefa. L’uomo partita, Tomasson, quella stessa estate passa al Milan regalando grandi speranze. Ma perché proprio quella maglia come “maglia del cuore”? Non solo perché, per quel che mi riguarda, è bella. Poche settimane dopo un’amico di mio padre viene in vacanza dall’Olanda. Si presenta a casa nostra e la prima domanda che mi fa è “Milan or Inter?”. Risposta scontata. Ed esatta, dato che vinco un pacchettino. In carta bianca e rossa. Dentro, una maglia del Feyenoord vincitore della Uefa (col suo incomprensibile sponsor…). Sarà stupido, ma la tengo fra quella di Maldini e quella di Gattuso.

* giornalista e redattore classe 1987. Attivo a CNRmedia su web, tv e radio, Niccolò Davini è grande esperto di compagnie aeree e anche l’autore de Il Codice Davini che giace nella blogosfera senza nuovi post da novembre 2010.

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